Chi Siamo2018-09-29T12:58:36+00:00

Chi siamo

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C.), fondata a Roma nel 2001, con la sua equipe multidisciplinare realizza training per professionisti, incontri di sensibilizzazione per la cittadinanza e monitoraggi a livello nazionale volti ad evidenziare lo stato dell’arte di violenze e persecuzioni, fornire prevenzione primaria, secondaria e terziaria, nonché sostegno alle presunte vittime, ai familiari e ai presunti autori. Si rivolge sia agli adolescenti che agli adulti di sesso maschile e femminile.

Sintesi progetti realizzati dall’A.I.P.C. con enti istituzionali

Nel 2012 il progetto Prevenzione e Sicurezza, Centro Polivalente per Presunti autori di violenza e stalking e operatori è stato finanziato dal Dipartimento Programmazione Economica e Sociale – Direzione Regionale Politiche Sociali e Famiglia – Area 19/03, Determ. Dirigenz. N. B9874 del 23/12/2011.

Nel 2016 il progetto “Famiglie senza Gabbie” è vincitore dell’Avviso Pubblico rivolto a soggetti del Terzo Settore “Famiglie fragili 2015”, Ente finanziatore Regione Lazio. Ente gestore dell’Avviso Pubblico IPAB Asilo Savoia;

Nel 2017 con il progetto “La violenza di genere che non degenera” ha vinto l’avviso “per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della convenzione di Istanbul” – Linea C) Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti. Il contrasto della violenza maschile contro le donne e di genere, implica la necessità di affiancare alle azioni repressive anche adeguate attività di prevenzione per gli stessi autori. Il progetto inizierà nel mese di ottobre 2018 ed avrà una durata dei 18 mesi.

Dipartimenti, convenzioni e ricerche

Nel 2007 è stato fondato il Centro Presunti Autori di violenza e stalking, centro nazionale di valutazione, diagnosi, consulenza psicologica, trattamento e ri-socializzazione per coloro che agiscono condotte moleste e violente. L’equipe multidisciplinare offre un protocollo di risocializzazione prima della commissione di un reato, al momento della commissione di un reato là dove non/sono state scaturite delle misure cautelari o sono state inflitte delle pene, nel momento in cui la persona è ristretta nella casa circondariale e nel momento della concessione delle pene alternative. Il protocollo è attivo anche nel momento in cui la persona torna in libertà. È fondamentale per i casi sempre più frequenti della recidiva anche dopo l’espiazione della pena o di una misura cautelare.

Nel 2012 è stata stipulata una convenzione tra il Centro Presunti Autori di violenza e stalking e la Casa Circondariale di Rebibbia – Nuovo Complesso Maschile – Sezione precauzionale, G9 primo piano,dedicato agli autori di tutte le forme di violenza e persecuzione su donne, uomini e minori. Il protocollo prevede la presa in carico dei presunti autori senza soluzione di continuità e sta producendo una reale prevenzione. L’equipe multidisciplinare offre un protocollo di risocializzazione prima della commissione di un reato, al momento della commissione di un reato là dove non/sono state scaturite delle misure cautelari o sono state inflitte delle pene, nel momento in cui la persona è ristretta nella casa circondariale e nel momento della concessione delle pene alternative. Il protocollo è attivo anche nel momento in cui la persona torna in libertà. È fondamentale per i casi sempre più frequenti della recidiva anche dopo l’espiazione della pena o di una misura cautelare.

Nel 2015 l’A.I.P.C. ha inoltre avviato un progetto di ricerca – intervento dal nome “Famiglie senza gabbie” i cui obiettivi sono stati la prevenzione della violenza e l’interruzione della sua trasmissione generazionale. Tale progetto, infatti, operava sul disagio minorile con il sostegno delle famiglie con minori a carico che hanno subìto o che stanno subendo il regime carcerario, un’assenza prolungata o la perdita di uno o entrambi i genitori o di chi si prende cura di loro anche a seguito di un crimine violento. I dati raccolti, su un rilevante numero di persone, hanno dimostrato che uomini e donne, minori e adulti, presunte vittime e presunti autori di ogni forma di violenza, chiedono sostegno al nostro centro di ascolto e orientamento dedicato alle relazioni violente. Pertanto, l’associazione si pone l’obiettivo d’inserirsi in questo contesto delicato che, se potenziato potrebbe favorire la ricostruzione del legame, danneggiato dal crimine, tra i portatori d’interesse.

Nel 2017 l’equipe multidisciplinare dell’A.I.P.C. ha completato la validazione del protocollo preventivo-riparativo, validato dal 2007 come metodologia standardizzata, integrata e centrata sulla persona, su un campione composto da centinaia di soggetti tra vittime e autori di condotte violente, nonché altri familiari coinvolti nei sistemi relazionali disfunzionali. Il protocollo scientifico ed integrato A.I.P.C. permette di contenere significativamente le ideazioni ed i comportamenti violenti e persecutori, di ridurre le condotte recidive migliorando la qualità della vita sia delle vittime che degli autori di violenza.

Il protocollo scientifico ed integrato dell’A.I.P.C. applicato alla prevenzione, contrasto nonché al trattamento dei comportamenti persecutori e violenti include anche i paradigmi della giustizia riparativa.

La giustizia riparativa è un paradigma applicato che da decenni ed in tutto il mondo, si pone come obiettivo il fornire delle risposte. In particolare, tenta di rispondere a tre domande ben precise: “Perché?”, “Perché a me?”, “Perché a noi?”. Tali interrogativi, possiedono un importante significato nel percorso di consapevolezza ed elaborazione, nonché di prevenzione della recidiva, per la vittima, l’autore e la collettività. Per la giustizia riparativa chi ha subito o agito un danno, chi ha subito o procurato un trauma, in linea diretta o indiretta, come singolo individuo o come gruppo riveste un ruolo significativo in ogni comportamento inappropriato, anche se non si configura un reato. Un’altra peculiarità della giustizia riparativa è quella di “configurare” il comportamento inappropriato, il conflitto o il reato come un’espressione delle relazioni interpersonali che si intrattengono quotidianamente.

L’A.I.P.C. applica i paradigmi della giustizia riparativa in particolare a:

  • Il coinvolgimento di tutte le persone interessate direttamente o indirettamente nei cd “reati relazionali”, con l’applicazione del protocollo scientifico A.I.PC. che prevede in particolare l’emersione delle possibili “origini”, l’acquisita consapevolezza e l’assunzione di responsabilità;
  • La gestione del conflitto genitore – figlio e/o tra fratelli, conflitto che potrebbe contribuire alla trasmissione generazionale di bisogni inappagati, della cd “ferita narcisistica” e della rabbia derivante;
  • La gestione dei conflitti in famiglia, nella coppia, a scuola, nel posto di lavoro, con il vicinato;

Le singole persone, le coppie, i gruppi familiari, i gruppi di lavoro, i condomini, le scuole che volessero applicare tali paradigmi possono contattare:

Centro Italiano Giustizia Riparativa – Sportello Giustizia Riparativa

06.44.24.65.73 (lun/ven 10-19) -327.46.60.907 (festivi e fine settimana) – Contattaci!