Storia della Giustizia Riparativa (prima parte)

Storia della Giustizia Riparativa (prima parte)

Il primo studioso a concettualizzare la giustizia riparativa fu lo psicologo Albert Eglash nel 1977, ma bisogna aspettare solo la fine degli anni ’90 per la diffusione in Europa e in America. In particolar modo si è sviluppata maggiormente negli USA, in Finlandia, in Francia, in Germania, Nuova Zelanda e in Canada. In Italia è maturata, negli stessi anni, l’idea di giustizia riparativa all’interno della giustizia minorile. È interessante notare come la giustizia riparativa sia abbastanza trasversale a quasi tutte le giurisdizioni.

Lo psicologo Albert Eglash parte dal concetto di giustizia penale che suddivide in tre tipologie:

  • retributiva: garanzia di una pena certa e proporzionata al reato commesso;
  • distributiva: valutazione data dagli individui relativa alle decisioni prese da un’autorità sulla base dei risultati raggiunti basandosi sui principi di uguaglianza, equità e bisogni (Tyler, 2011);

Sebbene non esista una definizione universalmente accettata di giustizia riparativa, è possibile definirla come una teoria della giustizia che enfatizza la riparazione del danno causato o rivelato dal comportamento criminale e si realizza attraverso processi inclusivi e cooperativi (Van Ness, 2004). A differenza delle altre tipologie di giustizia, la giustizia riparativa si focalizza sulla vittima, colei che maggiormente deve essere tutelata e coinvolta in modo attivo e alla quale deve essere riconosciuta la sua sofferenza, la sua dignità e i suoi bisogni. Altro punto importante è che il reo ha la possibilità di esprimere la sofferenza a cui a sua volta è stato esposto. Infatti, il valore della persona è prioritario rispetto alla condotta criminale e l’allontanamento dalla comunità viene ridotto al minimo. Ultimo punto è che la giustizia non si limita alla ristretta cerchia di coloro che sono direttamente inclusi nell’evento-reato, ma si estende a reti più ampie: la comunità. Attraverso la riparazione non si tutelano solamente gli interessi economici o di sicurezza sociale, ma è anche sensibilizzata la qualità delle relazioni che caratterizzano il tessuto sociale.

Nella giustizia penale classica lo Stato, attraverso i processi, rappresenta la vittima e i suoi bisogni, mentre nella giustizia riparativa questo assume un ruolo diverso, ossia quello di vittima secondaria, che entra in causa solo nel momento in cui vengono lesi i suoi interessi, rappresentando solo sé stesso.

Sitografia

Sportello Giustizia Riparativa https://www.giustiziariparativa.it/sportello-giustizia-riparativa/

Centro Italiano Giustizia Riparativa – Chi Siamo https://www.giustiziariparativa.it/chi-siamo/centro-italiano-giustizia-riparativa/

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